Cucina
Luce neutra a 4000 K sul piano di lavoro e Ra ≥ 90 dove si giudica il cibo. Faretti, sospensioni sul tavolo, strisce LED sottopensile con il loro alimentatore: si vedono accese prima di pagare.
Illuminazione e materiale elettrico · Pescara
Privati ed elettricisti trovano lo stesso magazzino da due ingressi. Se un prodotto c’è, lo dice la scheda; se non c’è, si dice quando arriva.

Il catalogo · due ingressi, un magazzino
Chi arreda cerca «luce per la cucina», chi cabla cerca un codice. Toccate un filtro e la griglia si riordina, come nel sito consegnato. Le tessere sono ambienti e categorie, non prodotti: il semaforo della disponibilità resta «da definire» finché non lo scrive il magazzino.
Luce neutra a 4000 K sul piano di lavoro e Ra ≥ 90 dove si giudica il cibo. Faretti, sospensioni sul tavolo, strisce LED sottopensile con il loro alimentatore: si vedono accese prima di pagare.
Almeno IP44, per la doccia e per l’esterno riparato. Allo specchio Ra ≥ 90: è lì che si giudica il proprio viso.
2700 o 3000 K, la luce calda da abitazione. Se si vuole abbassare, la scheda dice con quale dimmer: TRIAC, 1-10 V o DALI.
Plafoniere e applique per i passaggi di casa. Qui contano il fascio e l’accensione, non i watt.
IP44 sotto un riparo, IP65 dove arrivano i getti d’acqua, secondo IEC/EN 60529. Proiettori e apparecchi da parete.
Per un luogo di lavoro la UNI EN 12464-1:2021 chiede 500 lx sul compito visivo, 300 lx intorno, UGR ≤ 19 e Ra ≥ 80. Il calcolo si fa prima dell’acquisto: sopralluogo o pianta quotata, relazione con i valori citati.
E27, E14, GU10, G9, GU5.3, G4, GX53 o LED integrato; 2700, 3000, 4000 o 6500 K; etichetta A-G con il QR code verso EPREL.
I corpi illuminanti, per codice del produttore. Lumen del prodotto finito, angolo del fascio, sorgente sostituibile o no: scritto per esteso.
Alimentatori per le strisce, dimmer a taglio di fase, 1-10 V, DALI. Portate il modello di quello che avete: si verifica prima di vendere.
La scaffalatura come la cerca un elettricista: per codice, senza passare dagli ambienti. Con partita IVA: listino riservato, ordine rapido, elenchi salvati per cantiere.

UNI EN 12464-1:2021
Chi nel catalogo tocca «Ufficio e negozio» trova questi valori. Chi allestisce un luogo di lavoro deve rispettarli, e quasi nessun sito di illuminazione li scrive. Qui la luce si calcola.
Showroom
La stessa lampada a 2700 e a 4000 K, una accanto all’altra: la scelta che in fotografia non si vede, al banco si risolve in trenta secondi.
Vieni a vederla accesaRiparazione e ritiro RAEE
Portate il pezzo al banco. Si guarda prima e si fa il preventivo dopo; se ripararlo costa più di quanto vale, si dice. Accanto, il ritiro dei RAEE: uno contro uno sull’usato equivalente a quello che comprate, sempre gratuito; uno contro zero sotto i 25 cm, senza obbligo d’acquisto, obbligatorio dai 400 mq dedicati (D.M. 31 maggio 2016 n. 121). Sotto quella superficie è facoltativo: se qui si fa, lo trovate scritto.

Come si compra
Prima si vede se il prodotto c’è. Poi tre strade: sono alternative, non tappe.
Dal catalogo per ambiente o per categoria si arriva alla scheda, che dice la disponibilità per il negozio di Pescara e, se manca, in quanto arriva.
disponibilità a semaforoSi prenota dal sito e si ritira al banco: tempo di ritiro dichiarato, conferma con numero, durata detta prima e prodotto acceso prima di pagare.
tempi: da definireSulle zone servite dal negozio, con il mezzo proprio e non con un corriere. La strada giusta per il materiale ingombrante e per i cantieri.
zone e tempi: da definireResta la strada principale, e il sito serve anche a chi la prende: arriva con il codice in mano e la domanda giusta già pronta.
La scheda prodotto
I valori restano vuoti perché appartengono al fornitore: inventarli farebbe comprare un IP20 per un bagno.
Due righe meritano una nota. La dimmerabilità è la prima causa di reso quando manca: un LED non dimmerabile su un vecchio dimmer a taglio di fase sfarfalla o non si accende, e la scheda deve dirlo prima. L’etichetta energetica non è un ornamento: dal 1° settembre 2021 le sorgenti luminose seguono il Regolamento (UE) 2019/2015, con la scala A-G e il QR code verso la banca dati EPREL. Mostrarla è un obbligo per chi vende.
Due reparti, un magazzino
La pianta sul banco con le sorgenti accese a confronto; la scaffalatura ordinata come la cerca un elettricista.


La voce del titolare
«Una lampada la vendo quando so dove va. Se il prodotto giusto non ce l’ho, lo dico; se una riparazione non conviene, lo dico. È così che la gente torna, e un carrello questo non lo sa fare.»
Domande che arrivano al banco
Non dai watt. La luce si misura in lumen, e il dato che conta è il flusso del prodotto finito, non quello della sorgente da sola. Per gli ambienti di lavoro la UNI EN 12464-1:2021 chiede per l’ufficio tipico 500 lx sul compito visivo, 300 lx nell’area circostante, UGR ≤ 19 e Ra ≥ 80. Per la casa non c’è un obbligo, ma il metodo è lo stesso: si parte dal locale. È il lavoro della consulenza illuminotecnica.
È la temperatura di colore, misurata in kelvin. 2700 e 3000 K danno una luce calda, da abitazione; 4000 K una luce neutra, da cucina, bagno o ufficio; 6500 K una luce fredda, da locale tecnico. Non è una questione di qualità ma di destinazione, e sbagliarla è la delusione più comune dopo un acquisto online. In showroom le stesse lampade sono accese a temperature diverse, una accanto all’altra.
È la resa cromatica: quanto i colori appaiono veri sotto quella luce. In casa si considera accettabile un valore pari o superiore a 80; per negozi, cucine e bagni — dove si giudicano un tessuto, un alimento o il proprio viso allo specchio — si consiglia almeno 90. Molti cataloghi non lo riportano, e la sua assenza è già un’informazione.
Dipende dal grado di protezione IP, definito dalla IEC/EN 60529. IP20 è solo per interni asciutti; IP44 è il minimo per il bagno e per l’esterno riparato; IP65 regge i getti d’acqua ed è quello che serve all’aperto senza riparo. Ogni scheda riporta il grado IP, e nei filtri si può cercare direttamente per quello.
Sono due domande diverse e vanno entrambe scritte sulla scheda: se il prodotto è dimmerabile e con quale sistema, taglio di fase TRIAC, 1-10 V o DALI. Un LED non dimmerabile su un vecchio dimmer sfarfalla o non si accende, ed è la prima causa di reso quando il dato manca. Se avete già un dimmer installato, portatene il modello: si verifica prima di vendere.
Dal 1° settembre 2021 le sorgenti luminose seguono il Regolamento (UE) 2019/2015, che ha riscalato le classi sulla scala A-G e introdotto un QR code che rimanda alla banca dati europea EPREL, dove la scheda di prodotto è pubblica. Mostrare l’etichetta è un obbligo per chi vende: quando su un annuncio non c’è, è un segnale.
Sì, con l’uno contro uno: a fronte dell’acquisto di un apparecchio nuovo, l’usato equivalente si consegna qui gratuitamente. Esiste anche l’uno contro zero, il ritiro senza obbligo d’acquisto dei RAEE sotto i 25 cm, che il D.M. 31 maggio 2016 n. 121 rende obbligatorio per i negozi con almeno 400 mq dedicati. Sotto quella superficie è facoltativo: se il negozio lo offre, lo trovate scritto nella pagina del punto vendita.
La ricerca accetta il codice del produttore oltre al nome commerciale, e la scheda dice subito se il prodotto è disponibile nel negozio. I professionisti con partita IVA hanno inoltre un accesso riservato con il proprio listino, l’ordine rapido per codice e gli elenchi salvati per cantiere.
Negozio e contatti
Scrivete che cosa cercate e se preferite ritirare o ricevere: risponde la stessa persona che trovate al banco, prima e dopo l’acquisto.
Fine dell’anteprima
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